L’ultima notte di Falstaff con un Paolantoni in grande forma
Sir John Falstaff è una sorta di macchietta creata da William Shakespeare, ovvero un cavaliere grasso e borioso che ama il vino, il cibo e le donne. Falstaff appare in diverse opere di Shakespeare
ma è ne Le allegre comari di Windsor che assurge a ruolo di protagonista. Falstaff sicuro del suo fascino è convinto di poter sedurre due ricche nobildonne e impossessarsi del loro denaro, ma le due donne decidono di farsi beffe di lui. I mariti, inizialmente gelosi, una volta rassicuratisi della lealtà delle mogli ne diventano complici. Falstaff ne resterà deriso ed umiliato.
Il regista Mariano Bauduin suggerisce come titolo alternativo dell’allestimento al Teatro San Ferdinando di Napoli l’ultima notte di Falstaff perché immagina che le ultime disavventure del vecchio nobile siano anche una occasione per fare un bilancio della propria vita prima della morte, imminente proprio a causa degli ultimi infortuni patiti a causa delle burle subite. L’allestimento riecheggia atmosfere elisabettiane (e infatti i ruoli femminili sono affidati ad interpreti maschili come soleva
farsi in quei tempi) grazie anche alle musiche elaborate dallo stesso regista che richiamano anche uno stile mod anni 60. Perfetti tutti gli interpreti tra i quali si evidenziano Ciro Capano, Lello Giulivo e Antonello Cossia. Una menzione particolare merita Francesco Paolantoni conosciuto da tanti solo per le sue esibizioni televisive, in realtà è un attore consumato con infiniti trascorsi teatrali che qui si produce in una recitazione mai al di sopra delle righe incarnando perfettamente un Falstaff cialtrone, gaudente e infantile allo stesso tempo.
Raimondo E. Casaceli
